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sogni_di_bosco
24 November 2007 @ 10:34 pm
A volte, per strada, mi succede di scontrarmi con delle persone sconosciute. Io le identifico a prima vista: giovani o vecchie, belle o non tanto, uomini o donne, ma c'e' qualcosa che le accomuna tutte. Anzi, ci accomuna! Il movimento un po’ particolare, lo sguardo inconfondibile...

Ci guardiamo ed ognuno capisce che ci stiamo per scontrarci, cerchiamo di evitarlo. Ma i nostri movimenti diventano sincronizzati: io faccio un passo a destra, l’altro pure, mi sposto sulla sinistra, lui anche, mi scosto un pochino di lato, e costui nello stesso istante nella stessa direzione lo stesso movimento: sembra di essere davanti ad uno specchio.
La collisione e' inevitabile: provate, avvicinandovi allo specchio, ad evitare lo scontro con il proprio riflesso.

Stiamo uno di fronte all’altro ad una distanza ravvicinatissima, ancora un paio di movimenti sincronizzati, e poi l’imbambolamento ci passa e ed uno dei due riesce ad aggirare l'altro. Che sollievo!

L'ultima volta ho trovato una soluzione. Lui, l'ho notato 5 metri davanti a me, l’ho riconosciuto subito, aveva gia’ cominciato a fare dei passi piccoli a destra ed a sinistra, guardandomi in faccia. Sembrava l'invito ad un ballo misterioso, impossibile da rifiutare, ma mi sono fatta forza e non l’ho guardato, proseguendo dritta per la mia strada con lo sguardo rivolto altrove: lo scontro e' stato evitato!
24-11-2007 22:34
 
 
sogni_di_bosco
24 November 2007 @ 09:18 pm

L'ultima volta in Italia andavamo in macchina cambiando di continuo le stazioni radio, e siamo capitati su di una che trasmetteva un'intervista con un cantautore. La trasmissione stava per finire, cosi' abbiamo sentito una sola canzone "Gli ammazzacommissari", che mi e' piaciuta un sacco.
Sul sito di Stefano Tessadri , cosi' si chiama, questa, purtroppo, non e' disponibile, pero' ci ne sono altre.
24-11-2007 21:18
 
 
Current Music: Stefano Tessadri "il circo manicomiale"
 
 
sogni_di_bosco
16 October 2007 @ 11:33 pm
             Quando avevo 18 anni facevo fatica al solo pensare al gioco fra donne e uomini al quale stavo per partecipare. Ci si puo' baciare non prima del terzo incontro, non gli si puo' telefonare, non gli si puo' far capire che sei innamorata e tantissime altre regole che ormai non me le ricordo piu'.
Diciottenne non avevo paura di essere una giocatrice pessima, ma del fatto che il gioco non potesse proseguire per sempre, e sembrava che la fine del gioco prevedesse anche la fine delle relazioni.

             Come siamo lontani dalla natura - pensai un giorno - gli animali, invece, sono tutti semplici e spontanei.

             A quel tempo stavo nella casa di campagna con la mia cagnolina, che attirava l'attenzione di tutti i cani dei vicinato. Era talmente piccola che, a volte, la testa dell'ennesimo corteggiatore era piu' grande di lei. Ma aveva anche un carattere forte ed ogni tanto digrignava i denti se non le piacevano i loro corteggiamenti.

             E poi si e' innamorata di un cane, niente di speciale, ma piuttosto piccolo anche lui, soltanto due volte piu' grande di lei.
La situazione era tragica, perche' questo non sembrava molto interessato. Veniva ogni tanto nel giardino e mangiava qualcosa dalla sua scodellina, facendo finta di non notare tutti i segni che essa gli faceva.
Dopo che se ne andava la mia cagnolina sembrava molto triste e si rifiutava di mangiare.

             Ero proprio stupita, com'era possibile!
             Ho deciso di aiutarla e qualche giorno dopo, quando il "tipo" e' arrivato, l'ho presa e chiusa in casa. La volta successiva e' capitata una cosa strana: e' rimasto nel giardino ma non sembrava interessato al cibo. Ho fatto lo stesso ancora un paio di volte: appena appariva il cane, la cagnolina veniva richiusa. Lui stava davanti alla porta sbarrata mostrando tutto il possibile interesse.

             Vedendo che la terapia aveva funzionato, ho lasciato libera la cagnolina e lui le correva intorno tutto entusiasta, ma la cagnolina aveva gia' cambiato il proprio comportamento: adesso era lei a far finta di niente.

             Il risultato e' stato che quell'estate ho avuto due cani in giardino. Lui faceva la guardia e abbaiava a tutti quelli che passavano, le lamentele "il vostro cane non ci lascia passare" erano diventate abituali, e la proprietaria del cane veniva due volte al giorno con il guinzaglio per trascinarlo a casa propria per mangiare.

             "Vivendo con gli umani anche gli animali domestici sono diventati innaturali, il gioco ormai e' inevitabile" ho pensato io, cercando di giocare al mio meglio. Scegliendo un partner interessante sono capitata contro un baro, e la perdita e' stata cosi' dolorosa da togliermi la voglia di cominciare una nuova partita.

             Poi ci siamo conosciuti e, dato che eravamo lontani e parlavamo lingue diverse, senza conoscere le regole adatte al nostro caso, abbiamo deciso di essere se' stessi. E sembra che funzioni!
16-10-2007 23:33
 
 
sogni_di_bosco
16 March 2007 @ 03:19 pm
           Perche’ non ce l’ho e mi manca!

scarpe16-03-2007 15:19
 
 
sogni_di_bosco
16 November 2006 @ 11:26 am
              C’e’ una tradizione in Italia, che mi ha meravigliato molto: quella di bere il caffe’ al banco persino piu’ economico dello stesso bevuto al tavolo. Percio’ davanti al barista c’e’ sempre una piccola folla.

              Il barista e’ una professione un po’ pesante. Deve fare tutti quei caffe’ diversi molto velocemente. Per scrivere solo i nomi dei caffe’ bisogna essere un esperto, cosi’ ne scrivero’ solo alcuni: espresso, ristretto, americano, cappuccino, caffe’ macchiato e latte macchiato, caffe’ corretto, caffe’ con panna, cappuccino con la panna.

              Questo ultimo e’ molto nutriente, bevuto al mattino ti mette a posto per le successive 3 ore. A Rignano, una piccola citta’ vicino a Firenze, in un caffe’ davanti alla stazione quando chiedevamo un cappuccino, lo facevano sempre con la panna, cosi’ pensavo che fosse una tradizione toscana.

              Solo nell’ultimo viaggio in Italia ho scoperto che si puo’ prendere un cappuccino con la panna ovunque, pero’ era diverso di quello rignanese: la sua panna era liquida e tenera, invece, gli altri erano con la panna cremosa che stava sopra il latte montato e avevano gia’ un’altro gusto.

              Vi giuro che il caffe’ piu buono si trova in Italia!

              A San Pietroburgo (come in tutto il mondo tranne l’Italia)  non c’e’ l’abitudine di prendere il caffe’ al banco, ma in un locale, che si trova in via Bolsciaja Morskaja e si chiama Bouchet, c’e’ un banco dove vengono appoggiati i vassoi, che clienti devono tirare da soli. Se in questo caffe’ capitano degli italiani si mettono subito davanti al banco ed e’ interessante vedere la reazione del barista, di solito, una ragazza giovane e carina.  Chi senza sapere di questa tradizione italiana, pensa subito che stanno la’ proprio per lei. A volte,  cliente e barista fanno conoscenza e poi danno appuntamento davanti al caffe’ quando il suo turno e’ finito.
16-11-2006 11:26
 
 
 
sogni_di_bosco
26 July 2006 @ 03:29 pm
          Esistono delle persone difficili da non notare. Stamattina con una di queste siamo salite sullo stesso vagone
del metro.

           Provate a non notare una ragazza con i capelli pieni di piccoli uccelli che di solito si usano nelle composizioni floreale! Quelli fatti di penne vere, collorati e assomigliati molto ai colibri’. Almeno una decina di loro aveva trovato il proprio nido nei capelli rossi e ricci della mia vicina.

           Nonostante abbia una memoria corta e non riesca di riconoscere le persone,  questa l’ho riconosciuta subito. L’avevo vista all’inaugurazione  di una mostra, organizata dal Consulato Italiano e dedicata alla storia delle macchine da caffe’.

           Ho riconosciuto subito gli uccellini ed anche i gioièlli, specialmente un anello molto grande che copriva tutte le sue dita: mi e’ venuto in mente che poteva esser uno di quelli che usavano gli antichi arcieri per proteggersi le dita.

           Non so perche’ ma ho indovinato subito che saremmo scesi alla stessa fermata e ho pensato: "Sforzati di dirle qualchosa". Ho deciso che un posto giusto per parlare era la scala mobile, dove c’e’ meno rumore che nel vagone. Detto fatto. Sulla scala mobile le ho detto " Salve, L’avevo visto ad una mostra", lei si e’ tolta le cuffie del suo lettore MP3 e abbiamo parlato per un po’. Ha detto di essere venuta all’inaugurazione per caso’ dopo aver ne vista un’altra al piano superiore. Ha detto anche che c’era’ la TV alla cerimonia d’apertura e di essere stata ripresa per la trasmissione televisiva. Avevo visto esatto il momento in cui veniva ripresa e ricordo di aver pensato che per l’operatore televisivo era piu interesante riprendere lei che le autorita’ impetiti nei loro complete eleganti.

           Perche’ ho scritto tutto questo? Perche’ per me e’ stata una piccola vittoria. Penso che prima di allora non avessi mai cominciato a parlare con una persona sconoscita senza motivo.
26-07-2006 15:29
 
 
sogni_di_bosco
04 July 2006 @ 12:10 pm
           Sono nata in un periodo molto interessante: i miei primi ricordi sono legati all’epoca sovietica, come le prime nozióni acquisite a scuòla; poi e’ arrivato un altro tempo – il tempo della "PERESTROJKA", quando tutte le cose hanno cambiato il proprio valore; e’ ora nel 2006, in che periodo siamo?

           
Vediamo…

           Ieri nel ufficio mi e’ venuto un ricordo legato alla carta igienica. Non e’ difficile immaginare dove fossi in quel momento.

           C’era un saccheto di carta igienica con 8 rotoli di carta bianca a due veli con semplice decorazione ornamentale. Un’ordinaria carta igienica senza essere  aromatizzata e senza i disegni colorati.

           Ecco invece un ricordo d’infanzia:

           Con la mamma incontriamo per strada una persona strana che indossa come collana una dozzina di rotoli di catra igienica, tutti la guardano con un gran interesse e mia mamma le chiede "Dove l’ha comprato?" Ancora non capisco cosa sinifica "scarcita’ di merce", pero qualche volta a casa ritagliamo i giornali a  pezzetti 15 per 10 centimetri, che dopo vengono ammorbiditi stropicciandoli… Sono gia’ tempi piu’ tranquilli, ma lo stesso mia nonna controlla questi pezzetti - dovevano essere senza ritratti o fotografie, dicendo che ai suoi tempi le disattenzióni si pagavano care.

           Quelli che riuscivano a comprare in quel periodo la carta igienica, erano felici di questa cartaccia grigia monovelo. Non potevamo immaginarci altro.

           Poi sono arrivati tempi nuovi.

           E ricordo ancora come mi ero meravigliata di trovare nei servizi di un ristorante di lusso una carta igienica assolutamente diversa da  quella solita grigia e ruvida. Era un posto per pòchi elètti, ci ero capitata per caso. La cena in quel posto costava piu’ di quello che quadagnava mia mamma in un mese… era il 1994.

           Nel giro di 2 o 3 anni la qualita’ della carta igienica nei bagni d’diversi vari ristoranti e’ migliorata. Nel 1998 potevi gia’ indovinare lo "strato" di un locale contando quanti strati aveva la carta igienica del suo bagno.

           E adesso entrando in un supermercato nella parte dove si vendono i prodotti igienici, si vedono la carta igienica a due stati, a tre strati, anche quella aromatizzata con odore di limone, di mela, di fragola  ecc. Cosi altro? Ci sono decorazioni diverse, colori e anche d disegnini vari.

            La pubblicita’ di tutte le marche promette la beatitudine, se usi il suo prodotto morbidissimo!

            E anche i giornalisti possono essere sicuri che il loro lavoro non faccia una brutta fine in qualche gabinetto...

04-07-2006 12:10
 
 
sogni_di_bosco
08 June 2006 @ 03:19 pm
            Ieri ho scoperto il balletto!


            No, non voglio dire che sono mai andata a vederlo. Vivendo a Sanpietroburgo sarebbe un peccato non cogliere l’occasione di andare al teatro!


            Da bambina sono andata parecchie volte al teatro Mariinsky ma non avevo mai notato che esistesse una grande differenza tra Mariinsky e Musorskogo , un altro teatro di Sanpietroburgo, rinomato per l’opera e il balletto.


           Certamente avevo visto la differenza tra i due edifici: quello piu grande e piu decorato e’ il Mariinsky, le scenografie e costumi sono sempre piu’ belli al Mariinsky, ed i prezzi sono almeno doppi al Mariinsky.


           Ma livello di ballo non mi sembravo due volte migliore, non avevo notato una differenza cosi’ evidente fino a ieri.


           Senza essere un appassionata di balletto, senza la pretesa di essere un’esperta, ieri sino dal primo atto, sin dai primi passi, eseguiti da Irma Nioradze, ho capito perche il nome del Mariinsky e’ famoso dappertutto!


           Non per il grande edificio, non per i costume splendidi, non per le sue scenografie meravigliose, ma per i suoi primi-ballerini!


           Le loro esibizioni sono cosi’ difficili da vedere anche vivendo a Sanpietroburgo, poiche’ tutti i biglietti vanno esauriti molti giorni prima dello spettacolo…

bal30
08-06-2006 15:19
 
 
sogni_di_bosco
20 May 2006 @ 01:14 pm
           Dipende dalla situazione, qualche volta sono invisibili, in altre occasioni fanno una grande differenza.
           Non sto parlando di cose serie tipo tecnologie avanzate oppure le problrmatiche legate all’industria.
           No, parlo della mia esperienza personale, esperienza acquista come donna. Sto parlando dei tacchi!       

           Di solito i tacchi ed io ci troviamo su piani diversi e c’incrociamo raramente. A volte mi e’ successo di essere stata svegliata di notte a causa dal loro tacchettio sotto la mia finestra oppure, passeggiando col mio fidanzato, noto la sua reazione a questo suono. Lui gira sempre gli occhi per guardare la loro propritaria e non solo lui, molti fanno lo stesso senza neppure accorgersene.
           Mòssa dal sènso della curiosità, volevo comprarmi degli stivali con i tacchi alti. Quest’inverno a Serravalle Scrivia trovati quelli che mi piacevano davvero li ho comprati senza pensarci due volte.
         
           Effettivamente, calzando gli stivali con i tacchi alti 8 centimetri, mi sono subito sentita al cèntro dell’attenzióne – non solo degli sconosciuti per la strada, ma anche dei colleghi in ufficio.
           Ecco la "gradazione" dei centimetri:         

            -     3-4 centimetri - il tacco consigliato dai medici per ogni giorno -  non sene accorge la donna che li usa, nè tutti gli altri;
            -      6 centimetri, (il mio recordo precidente) – si trova sul confine dell’attenzione;
            -      8 - il Rubicóne è passato!
           Questo passo e stato fatto, ma fare i successivi e’ diventato difficile ed ogni tentativo di accellerare il passo è impossibile.

           Pencando che forse una donna sui tacchi alti non possa muoversi velocemente le machine si fermano davanti atlle strisce pedonale, dando me la possibilita di esercitare il mio diritto ad attraversarle per prima.
           I piedi mi fanno male, ma essendo al cèntro dell’attenzióne devo camminare bene. Un sorriso sulle labra maschera il dolore.
           I colleghi mi chiedono perche oggi sono vestita cosi’ elegante, un paio di giorni fa ero vestito allo stesso modo, soltando le scarpe avevano i tacchi due centimetri di meno e nessuno mel’aveva chiesto.

           Il direttore, incontrandomi sulle scale, mi ha salutato senza chiedermi spegazioni del mio ritardo - forse cisi e’ gia abbituato oppure il tacchettino è ipnotico?
           Amore mio, ci tieniamo per mano e nel tuo viso c’e un’espressione mista di orgolio ed ammirazione!

           Dicono che ci si possa abbituare ai tacchi…

20-05-2006 13:14

 
 
sogni_di_bosco
02 May 2006 @ 11:56 am
         Due anni fa, quando l’avevo notato per la prima volta, non potevo credere che fosse possibile!

         Che strana fantasia era riuscita a mettere insieme due cose cosi’ diverse!

         Va bene, avrei potuto capirlo se fosse sucesso 10 anni fa, quando ovunque c’era casino e le  contraddizioni erano molto comuni. Ma adesso sono gia’ altri tempi, cosi’ mi sembra che questo negozio con il suo assortimento cosi’ assurdo non possa esistere cosi per caso, ma deve essere stato aperto apposta!
          “Sposa +” esiste ancheoggi. Cosa si puo’ aggiungere, abbinare ad una sposa?! Fosse dei fiori?No, non potrete indovinarlo! Le armi!

          Immaginatevi il centro storico di Sanpietroburgo: c’e’ un negozio picolo, circa 20 metri quandri, dove  gli abiti da sposa e gli altri accesori per il matrimonio si tròvano insième a pistole e fucili (a dire la verita’ sono pneumatici, ma appaiono come questi veri).

         Cosa vi viene da pensare?!!

         Il mio fidanzato dice che a quel posto vendono i problemi e le loro soluzioni…

         Penso che il propretario di sia una persono particolare!
02-05-2006 11:56